pr20it è il primo centro di competenza italiano sulla comunicazione attraverso i social media, che unisce l’esperienza dei professionisti di Quorum PR con quelle di una serie di consulenti italiani e internazionali – frutto delle relazioni costruite nel corso degli anni da Italo Vignoli ed Enrico Bianchessi – per offrire alle aziende italiane una soluzione completa – che va dal singolo comunicato stampa alla costruzione di una strategia di governo delle relazioni e partecipazione alla conversazioni online – modulabile a seconda degli obiettivi e delle esigenze di budget.
L’evoluzione dei media tradizionali e la nascita dei social media, che oggi non possono che essere affrontati come un ‘unicum’, visto che nel loro insieme permettono di raggiungere tutti gli stakeholder di aziende, enti pubblici e associazioni, indipendentemente dal settore in cui operano, rappresenta una sfida che coinvolge esperti di discipline molto diverse tra loro, che in alcuni casi hanno competenze di comunicazione di tipo settoriale. E’ per questo motivo che pr20it mette al centro le relazioni pubbliche, l’unica professione in grado di gestire in modo strategico un progetto di comunicazione integrata.
Un bellissimo articolo di Taylor Ellwood su Biznik offre un interessante punto di vista sulla spinosa questione del calcolo del ROI rispetto a un investimento aziendale nei social media.
Vi propongo alcuni stralci del ragionamento di Taylor.
“…Molte aziende chiedono di poter calcolare il ROI per i Social Media, ma non comprendono che prima devono investire nei social media, costruire relazioni e poi potranno raccoglierne il “return”
In sostanza l’azienda chiede: – Quando comincerò a fare soldi grazie alle mie attività sui social media ? – Questo significa che l’azienda è disponibile ad entrare in questo mondo solo se ha la certezza che ne otterrà nuovi clienti e risultati economici. Il problema di questa mentalità è che considera di fatto gli appartenenti ai social media dei numeri (…)
Le aziende che si preoccupano solo del ROI rispetto ai social media non comprendono che i social media non sono il luogo delle vendite, ma il luogo del networking e del marketing, il luogo (soprattutto) dove si costruiscono relazioni.
La realizzazione economica (la vendita) accade quando la relazione è stata costruita e sostenuta al punto in cui esiste fiducia e riconoscimento sufficiente per generare l’acquisto. Occorre tempo per costruire valore, e con i social media il processo può essere ancora più lungo, perché le interazioni avvengono in un ambiente virtuale.
L’attività sui social media è parte del processo di costruzione della relazione, con l’obbiettivo di rimanere visibili, rafforzare al propria reputazione e condividere informazioni. (…)
La miglior strategia con i social media prende innanzi tutto atto dei limiti intriseci del mezzo in se’. Occorre che la conversazione che viene aperta sia trasparente, senza un’agenda nascosta. Quel che è necessario comprendere è che una attività sui social media permette di imparare molto su come offrire un miglior servizio ai propri clienti, come avere una miglior visibilità, come costruire relazioni durature.
Conclude Taylor
“What social media can’t do is automatically line people up to do business with you. That only occurs if you are willing to invest time in building relationships with those people, and social media is integral to building those relationships will become more integral as it becomes more integrated into our lives.”